Memorie di guerra
ALTOPIANO ASIAGO 7 COMUNI
Ricordi affidati alle montagne
I segni delle due Guerre Mondiali
L’Altopiano di Asiago 7 Comuni è stato uno dei principali teatri della Prima Guerra Mondiale e ha vissuto anche gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza.
Sentieri, fortificazioni, trincee, sacrari e musei custodiscono testimonianze che non appartengono solo ai libri, ma continuano a far parte del paesaggio.
Camminare qui significa attraversare luoghi dove la storia è ancora visibile e comprendere quanto questi eventi abbiano segnato il territorio e le comunità locali.
In questa pagina puoi trovare numerosi approfondimenti e punti di interesse legati alla Memorie di Guerra dell’Altopiano.
Tracce ancora visibili
Nella terra e all'orizzonte
Per sostenere il fronte in tempo di guerra, furono realizzate strade, gallerie, trincee, osservatori e fortificazioni, molte delle quali sono ancora oggi visitabili, anche grazie ai numerosi interventi di conservazione e valorizzazione realizzati negli ultimi decenni.
Sentieri, monumenti e luoghi della memoria continuano a raccontare gli eventi che hanno segnato queste montagne, assieme ai numerosi cimiteri militari disseminati sull’Altopiano. Tra i più significativi, i cinque Cimiteri Militari Britannici (Barenthal, Boscon, Cavalletto, Granezza e Val Magnaboschi), i Cimiteri Austro-Ungarici del Monte Mosciagh, il Cimitero di Guerra della Brigata Sassari e l’ex Cimitero Francese di Granezza di Gallio.
A piedi o in bici, numerosi itinerari permettono di immergersi in scenari dove il silenzio custodisce ancora il ricordo del passato.
Ogni passo permette di avvicinarsi alla quotidianità dei soldati e di rendere omaggio a chi ha vissuto quei momenti, mantenendo vive nella coscienza collettiva drammatiche pagine di storia che non devono essere dimenticate.
Sacrari militari
ad Asiago e non solo
Il Sacrario Militare di Asiago, costruito tra il 1932 e il 1938 sul colle Leiten per raccogliere le spoglie dei caduti del fronte, rappresenta uno dei luoghi più significativi della Grande Guerra in Italia.
È anche una delle tappe dell’Alta Via della Grande Guerra, un itinerario di circa 200 km che collega da ovest ad est i quattro sacrari militari della Provincia di Vicenza.
Prima Guerra Mondiale
Segni profondi nel paesaggio
Tra il 1915 e il 1918, montagne, boschi e pascoli dell’Altopiano si trasformarono in uno dei più estesi fronti della guerra in quota, modificando profondamente un territorio fino ad allora legato soprattutto all’agricoltura, alla pastorizia e alla gestione forestale.
In quegli anni furono realizzate nuove linee di collegamento e più di 400 km di mulattiere militari, mentre cime e pareti rocciose vennero scavate per creare gallerie, ricoveri, osservatori, camminamenti e trincee. Molte di queste opere sono ancora oggi visibili, in particolare nei teatri di battaglia oggi inseriti nell’Ecomuseo della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine: Monte Ortigara, Campo Gallina, Monte Zebio, Melette di Foza, Cesuna – Val Magnaboschi e Monte Cengio.
Tra le testimonianze più imponenti rimaste sul territorio, spiccano i forti Verena, Campolongo, Corbin, Lisser e Interrotto. Costruiti prima dello scoppio della guerra per difendere il confine con l’Impero austro-ungarico, durante i primi mesi del conflitto queste sentinelle di pietra sorvegliavano vallate e valichi, dirigevano il tiro dell’artiglieria e presidiavano gli accessi all’Altopiano.
Poterli visitare oggi è un’occasione preziosa per scoprire un passato che risale a poco più di un secolo fa.
Seconda Guerra Mondiale
Tra occupazione e liberazione
Gli eventi che interessarono l’Altopiano tra il 1943 e il 1945 hanno lasciato tracce meno evidenti rispetto alla Grande Guerra, affidate soprattutto ai luoghi della memoria e ai percorsi che attraversano queste montagne.
Durante il conflitto, alcune aree furono coinvolte nelle attività delle formazioni partigiane vicentine. Boschi e zone isolate divennero punti di incontro e organizzazione, mentre sentieri e mulattiere permisero collegamenti e spostamenti tra le diverse zone dell’Altopiano.
Lapidi, cimiteri, monumenti e percorsi storici continuano a conservare l’eco delle vite accolte da queste terre durante gli anni della guerra. Tra i più rappresentativi, il Sacello di Granezza e il Sentiero dei Partigiani.
Viaggi nel tempo
Musei, ecomusei e raccolte storiche
Reperti, fotografie, documenti e testimonianze ti permetteranno di approfondire le vicende legate ai due conflitti mondiali e dare un volto a persone, luoghi ed eventi che hanno segnato la storia dell’Altopiano.
Tra i principali punti di riferimento: il Museo della Grande Guerra a Canove di Roana, il Museo Forte Corbin, i Musei all’Aperto di Monte Zebio e Campo Gallina, oltre agli altri siti dell’Ecomuseo della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine.
La Letteratura
Quando la storia diventa racconto
Le vicende belliche che interessarono l’Altopiano hanno ispirato alcune delle più importanti opere memorialistiche e letterarie del Novecento italiano.
La Prima Guerra Mondiale rivive nelle pagine di autori come Emilio Lussu, Carlo Emilio Gadda, Paolo Monelli e Fritz Weber, che hanno restituito tutta la durezza della guerra combattuta in montagna.
La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza trovano invece una voce autorevole negli scritti di Mario Rigoni Stern e Luigi Meneghello, che hanno trasformato l’esperienza vissuta sull’Altopiano e nelle montagne vicentine in un patrimonio letterario di straordinario valore storico, civile e umano.